Attività

Educazione all’ immagine

L’educazione all’immagine prende il via sul piano operativo con i linguaggi plastici e figurativi già sperimentati nel periodo della scuola materna. Il fanciullo si inserisce nella realtà sfruttando le proprie capacità sensoriali: toccando e vedendo apprende e capisce. Nell’ambito di questo rapporto con l’ambiente occorre, pertanto, potenziare tutti i canali espressivi legati alle esperienze cinestetiche, tattili e visive, in modo da offrire all’alunno l’occasione di fondere elementi diversi e di tradurli in forme nuove e significanti. Queste attività mirano a educare nell’alunno la capacità di rappresentare in modo personale i contenuti dell’esperienza.

Le esperienze effettuate con vari mezzi espressivi dovranno sollecitare l’alunno a decodificare i dati acquisiti, a dissociarli, a elaborarli prima di ricostruirli in modi e forme nuovi. Ogni materiale sfruttato in chiave espressiva diventa un medium ricco di possibilità diverse.

L’alunno, facendo esperienza con più media, si abitua a fronteggiare le situazioni nuove, affina il proprio senso critico, acquisisce la capacità di trovare ordine e forma, di ristrutturare ed individuare nuovi rapporti. I mezzi di espressione visuale possono essere reinventati e gestiti dal fanciullo e offrono, quindi. un positivo contributo allo sviluppo del pensiero creativo.
Le attività legate all’immagine consentono di promuovere anche le prime esperienze di educazione estetica, abbiano esse carattere espressivo-creativo che fruitivo-critico.